Fotografare per raccontare il paesaggio contemporaneo

con il collettivo Urban Reports

Fotografare per raccontare il paesaggio contemporaneo. Uno strumento culturale per sviluppare conoscenza e nutrire nuovi immaginari.

Quale è il paesaggio con cui ci confrontiamo oggi? Come possiamo raccontarlo? Come può la fotografia contribuire a costruire nuove narrative per i paesaggi contemporanei? E in che modo può integrare e supportare le altre discipline, in maniera multidisciplinare e corale, in una riflessione sul futuro dei luoghi?

Urban Reports è un collettivo formato da fotografi-architetti e ricercatori residenti in diverse città europee. Attraverso reportage alla scala urbana e territoriale, il gruppo propone l’utilizzo della fotografia come strumento per indagare, esplorare e documentare il paesaggio contemporaneo.

La fotografia intesa come veicolo di conoscenza, documento e strumento per il racconto del paesaggio e delle sue trasformazioni. Componendo e decomponendo i singoli elementi dello spazio, la fotografia permette di portare uno sguardo critico e elaborare nuove visioni dei territori in continua evoluzione ed «è lo strumento più adatto per cogliere gli aspetti sensibili del paesaggio per coniugarli con quelli oggettivi, grazie alla sua capacità di vedere, interpretare e rappresentare il mondo» (cit. Roberta Valtorta[1]).

Il collettivo si propone di incoraggiare il dialogo multidisciplinare alimentando il confronto con la società civile, gli attori e le istituzioni del territorio. La campagna fotografica viene preparata attraverso l’ascolto e il contributo degli esperti e poi montata insieme. I nostri lavori sono il risultato di un processo di costruzione del progetto fotografico fondato sulla sensibilità dei singoli componenti e sulla capacità di ciascuno di partecipare all’elaborazione collettiva del racconto. Per ogni progetto, attiviamo partnership e cooperazione locali e internazionali per stimolare una riflessione sui caratteri dei luoghi e sui possibili scenari di trasformazione a partire dall’analisi “lenta e silenziosa” della fotografia documentaria.

Da una parte, un approccio che apre a nuove prospettive e nuove possibilità di analisi a supporto dei più noti strumenti di analisi e comunicazione delle dinamiche territoriali (dati anagrafici, socio-economici, mappe, cartografie); dall’altra, un potente medium in grado di nutrire un nuovo immaginario dei luoghi stimolando il confronto con una grande varietà di attori e stakeholder, quali i professionisti che si occupano di territorio, ma anche un pubblico più vasto.

[1] Fotografia e committenza pubblica. Esperienze storiche e contemporanee”, a cura di Roberta Valtorta, Quaderni di Villa Ghirlanda n. 6. Lupetti Editori di Comunicazione 2008