Bidean

Bidean è una parola basca che si riferisce a qualcosa o a qualcuno che è in procinto di o sulla via verso; simboleggia il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, alla ricerca di parallelismi tra le fasi effimere della vita e i cicli instabili della natura.

Pertanto, questo non è un progetto collegato a un tempo o uno spazio specifici, ma piuttosto a un concetto preciso – il cambiamento.

Questi tre lavori auto pubblicati sono uno strumento fondamentale usato per strutturare il progetto in corso e hanno un duplice scopo: sono sia libri che risorse espositive.

 

Bidean, a cura di Ivan del Rey de la Torre

Le foto di Miren Pastor sembrano di un’altra epoca, un’epoca in cui gli esploratori fotografavano i luoghi in cui i nostri antenati non avevano mai messo piede, quando gli esseri umani attraversavano terre inesplorate; ma queste sono foto recenti e scattate nelle vicinanze. La somiglianza sta nel fatto che, mentre le vecchie foto scattate dagli esploratori rivelavano una terra ignorata, quelle di Pastor ritraggono ciò che gli esseri sono dentro, un territorio inesplorato anche quello.

Le tre fasi che costituiscono Bidean, che ci portano dall’adolescenza alla maturità e dalle cime al mare, sono allegorie di una comunione perfetta: gli esseri umani sono parte della Natura e la Natura ha una parte umana. I loro cicli sono collegati: qualunque cambiamento che influisce su una parte, influisce anche sull’altra. Questo vale per gli ominidi ma anche per insetti, ranidi e cetacei, sebbene con lievi sfumature. Questi ultimi sentono, rendendo così la Natura sensibile; ma gli esseri umani, che hanno sviluppato un intelletto più sofisticato, trasformano la Natura in una sorta di entità pensante.

In breve, viviamo in cosmo che sente, pensa, ragiona e cattura sé stesso, così da diventare un paesaggio; e poi inizia un processo di auto-contemplazione. Questa è l’essenza delle foto di Bidean, vedere il mondo con gli occhi rivolti verso l’interno.

Primarily concerned with the fragility of memory, my aim is to engage and record the silent nature of fleeting moments where everything is stripped away, only the simple and essential elements remain.

Memories, like photographs, are selective and our inability to physically capture a memory means that we can only capture a fleeting representation of it. Whether painful or joyous, it’s ephemeral presence can, however, stay with us for ever.

This series tries to bridge the time that has lapsed between the images, creating a relationship between two moments, past and present, sealing a new interpretation and memory to those images.

Miren Pastor

Miren Pastor (1985, Spagna)

Miren ha una laurea in Belle Arti, ottenuta presso l’Università dei Paesi Baschi e attualmente vive a Madrid dove sviluppa la sua attività di fotografa e il ruolo di dinamizzatore culturale. Ha auto pubblicato tre libri fotografici del progetto Bidean, ha esposto in spazi nazionali e internazionali e ha vinto il “ING Unseen Talent Award Public Prize” all’Invisible Amsterdam Festival del 2016.  Appassionata di fotolibri, organizza il Fiebre Photobook Festival ed è membro del collettivo La Troupe.

Miren Pastor (1985, Spain)
Miren holds a degree in Fine Arts from the University of the Basque Country and she currently lives in Madrid developing her personal works as photographer and cultural dynamizer. She has self-published three photobooks of the river project Bidean, she has exhibited in national and international spaces, and in the Unseen Amsterdam Festival 2016 she won the “ING Unseen Talent Award Public Prize”.  Passionate about the photobook, she organizes Fiebre Photobook Festival and is member of the La Troupe collective.

Bidean


Miren Pastor