The King Is My NeighbourVincitore call for entries 2019

Ne Il Re è il mio Vicino, Eri Vanluchene e Mirre Nimmergeers costruiscono un labirinto visivo in cui lo spettatore può perdersi. Attraverso abbinamenti suggestivi e immagini associative, creano un mondo isolato pieno di riferimenti e simboli. Simboli che si riferiscono ad antiche e grandi civiltà che l’attuale governo usa per preservare il suo passato e rivendicare implicitamente il suo potere. La serie di fotografie mostra una documentazione della loro ricerca del concetto di potere, ma le risposte rimangono inadeguate. Mostrano piuttosto la relazione psicologica e conflittuale che si può sperimentare cercando di arrivare al concetto.

È possibile visualizzare le immagini attraverso una lente politica indiretta, la politica incorporata nella rappresentazione delle strade. Qui la serie forma una sorta di labirinto ricco di riferimenti e simboli. Ma, come fotografi, stiamo anche cercando una certa forma di materialità, interessanti situazioni di luce e un’esperienza ambigua del tempo, elementi non meno importanti in questa serie.

Le foto sono il linguaggio del nostro immaginario, aperto, misterioso e fermo nel tempo.

Ci auguriamo che la serie possa generare curiosità nello spettatore e di conseguenza possa sollevare domande. Ma certamente non abbiamo la pretesa o l’obiettivo di presentare un progetto in cui prendiamo una posizione chiara e vogliamo implementare una preferenza politica.

Power shifted from something very visible and tangible, as Foucault states, to something ambiguous and latent. Power structures have intertwined in all sorts of ways throughout history within the system. Urbanization and conformistic patterns of expectation show numerous of examples within this. In The King is my Neighbour, Eri Vanluchene and Mirre Nimmegeers build a visual labyrinth for the viewer to get lost in. Through suggestive parings and associative imagery, they construct a closed off world full of references and symbols. Symbols that refer to ancient, large civilizations that the current government uses to preserve its past and implicitly claim its current power. Their series of photographs show a documentation of their search into the concept of power, but their answers remain inadequate. They rather show the conflictuous and psychological relation one can experience trying to reach for the concept. You can view the images through an indirect political lens, the politics embedded in the representation of the streets. Here the series forms a kind of labyrinth rich in references and symbols. But, as photographers, we are also just looking for a certain form of materiality, for interesting light situations and an ambiguous experience of time, which is no less the case here in this series. The photos are the language of our imagination, open, mysterious and frozen in time. We hope that the series generates a curiosity with the viewer and therefore raises questions. But we certainly do not have the pretension or objective of presenting an essay project, in which we take a clear position and want to implement a political preference.

Mirre Nimmegeers, Eri Vanluchene

Mirre Nimmegeers (nata nel 1995, BE) e Eri Vanluchene (nata nel 1997, BE) si sono laureate entrambe in fotografia e al momento stanno frequentando il master in fotografia al Sint-Lukas a Bruxelles. Hanno iniziato a collaborare come duo nel 2017, condividendo il processo di lavoro e l’estetica. Il loro interesse va verso le qualità narrative della raccolta fotografica e le ambigue domande che la fotografia solleva sul rapporto tra narrativa e saggistica.

Mirre Nimmegeers (°1995, BE) and Eri Vanluchene (°1997, BE) both graduated in photography and are currently attending the master program in photography at Sint-Lukas Brussels. From a shared working process and aesthetics, they started collaborating as a duo in 2017. Their interest goes towards the narrating qualities of the photographic series and the ambigious questions photography raises about the relation between fiction and non)fiction.

The King Is My Neighbour


Mirre Nimmegeers, Eri Vanluchene